difetti visivi 1La miopia è uno dei più conosciuti difetti visivi, colpisce oggi solo in Italia, più del 30% della popolazione. La miopia porta l’individuo che ne soffre a vedere sfuocati gli oggetti lontani.

La miopia è considerata un vizio di rifrazione ed è spesso riconoscibile in molti soggetti, in quanto senza l’ausilio di lenti a contatto o occhiali, essi tendono a strizzare gli occhi per vedere meglio e mettere a fuoco gli oggetti lontani.

Nella norma, i fasci di luce provenienti dagli oggetti posti lontano, attraversano la parte esterna dell’occhio e vengono messi a fuoco sulla retina. In caso di miopia invece, questi raggi luminosi terminano davanti alla retina, e poi divergono, generando la tipica immagine sfuocata.

Normalmente la prima diagnosi di miopia si può fare in età scolare, il livello di miopia aumenta fino alla soglia dei venti o venticinque anni, dopodiché si stabilizza e aumenta in modo lieve durante il corso della vita. Il livello di miopia normalmente può essere identificata in 3 livelli, lieve, media e elevata, quando supera le 6 diottrie.

Le cause dell’occhio miope sono principalmente 3, la causa più comune è il bulbo oculare più lungo della norma, eccessiva capacità di rifrazione del cristallino, oppure curvatura troppo accentuata della cornea o del cristallino.

La risposta è sì, tuttavia ci sono varie modalità di correzione, in funzione del grado di miopia e dell’età del soggetto che presenta il difetto visivo.

Il primo sistema di correzione è dato dall’utilizzo di lenti, mediante occhiali o lenti a contatto. Le lenti a contatto garantiscono sicuramente risultati migliori, ma non sempre sono utilizzabili per diversi motivi.

Nei bambini per esempio è preferibile correggere il difetto con degli occhiali, affidandosi sempre ad un ottico o oculista di fiducia che vi possa suggerire una montatura e delle lenti corrette (infrangibili), per evitare che il margine superiore della montatura stia al di sotto del sopracciglio, e crei problemi visivi quando il bambino osserva degli oggetti posti in alto.

In soggetti così giovani, e fino all’adolescenza avanzata, sono sconsigliate le lenti a contatto per correggere questo difetto della vista, soprattutto per la difficoltà di gestione e manutenzione, data dalla vita dinamica e movimentata che conducono i ragazzi in genere.

difetti visivi 2

L’ipermetropia è un difetto visivo ed è la condizione in cui il sistema ottico dell’occhio forma l’immagine di un oggetto posto all’infinito a una distanza superiore a quella del piano retinico.

L’immagine nitida si forma dietro il piano retinico mentre su questo si forma un’immagine sfuocata.

Le cause, di solito di natura genetica, sono la curvatura corneale insufficiente, il cristallino mal formato o l’occhio troppo corto.

I sintomi dell’ipermetropia variano a seconda del grado del difetto refrattivo del singolo paziente. Il disturbo più caratteristico è la difficoltà di messa a fuoco da vicino.

Nei pazienti giovani con ipermetropia grave e nei soggetti oltre i 40 anni con ridotte capacità di accomodazione la difficoltà di messa a fuoco da vicino può essere associata a mal di testa, stanchezza oculare, dolore e bruciore agli occhi, strabismo e ambliopia nei bambini generati dallo sforzo che fanno gli occhi per accomodare.

L’ipermetropia può essere:

  • Congenita se compare già alla nascita, è superiore a 2.00 diottrie e continua a persistere fino all’età scolare e oltre;
  • Acquisita se si manifesta in un qualsiasi momento della vita per ragioni diverse;
  • Fisiologica se si presenta con 0.25 – 0.50 diottrie.

Si consiglia di effettuare una visita oculistica, che è fondamentale già nella prima infanzia, specialmente se esiste familiarità per patologie oculari o se ci si accorge che il bambino adotta atteggiamenti particolari quando guarda gli oggetti o la televisione.

L’ipermetropia si misura in diottrie. Più elevato è il difetto, più grande sarà la correzione da prescrivere, quindi un occhiale con lenti positive o una lente a contatto caratterizzati da un numero elevato di diottrie.

La correzione del difetto può avvenire in modi diversi.

Si può ricorrere all’uso di occhiali o lenti a contatto. Un’altra opzione può essere un intervento chirurgico

L’astigmatismo è un disturbo visivo che comporta una deformazione della superficie oculare, quindi le immagini risultano poco definite, a volte sdoppiate. È un disturbo che può essere associato anche ad altri disturbi, come la presbiopia, l’ipermetropia e la miopia e comporta la mancata definizione delle immagini sia da lontano che da vicino.

Se il disturbo non è eccessivamente marcato, all’inizio è difficoltoso rendersi conto che c’è qualcosa che non va, quindi è bene sottoporsi a controlli della vista regolari, fin dall’infanzia, in modo tale che l’oculista possa rendersi conto per tempo del disturbo e adottare le misure necessarie.

Esiste una soglia (0,75 diottrie) al di sotto del quale, se l’oculista lo ritiene non necessario, non si interviene con una correzione, in quanto alcuni altri componenti dell’occhio compensano il difetto.

Un livello di astigmatismo importante è solitamente congenito, e non subisce grandi variazioni nel corso della vita.

L’astigmatismo può presentarsi anche in seguito a un trauma che altera la cornea, oppure un’infezione dell’occhio. In caso di forte astigmatismo è necessario mediante una visita dall’oculista di fiducia escludere la presenza di una patologia definita cheratocono.

I sintomi più frequenti dell’astigmatismo sono dolori ed affaticamento oculare, bruciore e lacrimazione degli occhimal di testa da vista, che si acuiscono nel momento in cui il soggetto si sforza di mettere a fuoco un’immagine poco nitida per via del disturbo.

È sufficiente una visita dall’oculista, che effettuando vari test, troverà la correzione più adatta per il vostro eventuale livello di astigmatismo. Questo difetto della vista può essere corretto sia con occhiali e lenti adatte, sia con lenti a contatto.

Abbiamo 133 visitatori e nessun utente online